900_Cumiana alla Liberazione-identif presunta.jpg900_Cumiana piazza Vecchia, anni Venti.jpg900_piazza Vecchia bruciata.JPGLiberazione 1945.jpg

La strage di Cumiana. Cenni.

 L'eccidio di Cumiana. Il prologo.

A partire dall’autunno 1943 Cumiana è al centro di una attiva presenza partigiana. Essa si intensifica nell’inverno, favorita dalla particolare conformazione del territorio, a metà strada fra l’alta montagna e la grande città. Le borgate poste in quota offrono rifugio e protezione a diverse decine di “ribelli”- così vengono chiamati i patrioti nei verbali delle autorità di Salò – tra cui la banda di Silvio Geuna, ex ufficiale della divisione Julia e futuro deputato Dc e quelle dei comandanti Giulio e Franco Nicoletta, Sergio De Vitis, Nino Criscuolo e Carlo Asteggiano. Vengono effettuati colpi contro convogli tedeschi, presidi locali della Gnr (Guardia nazionale repubblicana), depositi dell’ammasso, esponenti del Pfr (Partito fascista repubblicano). La precaria situazione dell’ordine pubblico preoccupa i vertici militari e politici della repubblica sociale che, nella primavera del 1944, tentano di riprendere l’iniziativa lanciando da Torino una serie di controffensive antipartigiane.

L'eccidio di Cumiana. Il fatto.

All'alba del 30 marzo 1944 giungono a Cumiana consistenti reparti del VII Battaglione Milizia Armata, le cosiddette Ss italiane: un centinaio di uomini in tutto, comandati da ufficiali tedeschi, da qualche giorno accasermati all'Istituto Agrario delle Cascine Nuove, a 7 km dal centro del paese, per un periodo di addestramento. E’ l’inizio di un rastrellamento a tappeto che porta all'arresto di una settantina di persone (alcune sarebbero state rilasciate il giorno successivo, altre deportate in Germania). Si tratta di un'azione programmata sin dalla metà del mese, quando l'Ispettorato regionale per il Piemonte della Gnr aveva richiesto un'operazione sulle direttrici Rivoli-Avigliana e Piossasco-Cumiana contro i "ribelli" molto attivi in quel settore. Forse sopravvalutando le forze partigiane (nella richiesta, l'Ispettorato della Gnr parlava di un "gruppo ribelle dotato di numerose armi automatiche e diversi pezzi d'artiglieria"), le Ss limitano i loro movimenti alla bassa valle e non salgono verso le borgate Moncalarda e Verna, dove sino a un mese prima i partigiani della banda "Nino-Carlo" avevano le loro basi. A sera, il reparto della Milizia si ferma a presidiare Cumiana, lasciando una quarantina di uomini nel paese. Il giorno successivo, comunque, il rastrellamento non prosegue e le SS si limitano a costringere uno degli arrestati, Cesare Mollar, a trasportare col proprio camion le razioni annonarie del comune, fermandosi in paese per sorvegliarle. Nella notte fra il 31 marzo e il 1° aprile un camion della ditta Giustino, requisito dalla banda "Nino-Carlo", transita in Cumiana diretto all'ammasso granario di Volvera, dove gli addetti accantonano da settimane grano per i partigiani. Il posto di blocco delle Ss costringe i due partigiani che sono a bordo a darsi alla fuga: uno si nasconde nel greto del Chisola, l'altro risale verso la Colletta, a metà strada fra Cumiana e Giaveno, e dà l'allarme ai compagni.

Leggi tutto: La strage di Cumiana. Cenni.

Joomla templates by a4joomla